La dieta come prevenzione e cura

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La dieta del dottor Mozzi cerca di fornire a tutti uno strumento per riappropriarsi della gestione quotidiana della propria salute e occuparsi con cognizione di causa delle proprie condizioni fisiche, lasciando ai medici la gestione dei traumi, delle urgenze e delle malattie di una certa rilevanza.

Il campo delle intolleranze è un campo in cui attualmente non esistono certezze. La verità assoluta risiede solo in noi stessi e ci si può avvicinare ad essa accostando tra loro tante piccole verità. I meccanismi biologici di un essere vivente sono molteplici per cui è sufficiente che avvengano modificazioni in un equilibrio biologico perché subentrino nuovi segnali e disturbi.

Si ritiene che ciò che abbiamo esposto sia solo l’inizio e non la conclusione delle ricerche in merito alle intolleranze alimentari. Uno stimolo da cui partire e che altri potranno sviluppare. Scoprire tutti i meccanismi e i processi sottesi alle intolleranze è un compito che lasciamo ai ricercatori e ai biologi.

Il nostro organismo durante la vita di tutti i giorni e nell’arco degli anni si deve rapportare con molti cambiamenti naturali, come le variazioni delle temperature; artificiali, come l’assunzione di farmaci (antibiotici e cortisonici); patologici, come febbri e infiammazioni. Ne deriva un’alterazione del sistema immunitario e, di conseguenza, si modifica la normale attitudine a tollerare certi alimenti o cibi. Senza contare che, negli ultimi decenni, sono intervenuti fattori esterni come le vaccinazioni, che nessuno sa ancora bene quali cambiamenti possano determinare nel nostro sistema immunitario. Tutte queste possibilità ci devono portare a mantenere una certa flessibilità e a continuare a osservare e a cercare di capire a fondo il nostro organismo.

Ad esempio, qualsiasi alimento, anche se benefico per un certo gruppo, se viene consumato in quantità eccessiva, può creare dei problemi: 3-5 noci al giorno possono andare bene, ma 10 -12 possono provocare la comparsa di emorroidi. Questo testo non indicherà le quantità di cibo da assumere, questa è una variabile individuale, ma vuole condurre ogni persona a scoprire da sola quali alimenti può consumare e in quale quantità. Queste variabili dipendono dalle caratteristiche costituzionali: metabolismo, peso, condizioni di salute e anche dall’attività fisica svolta. Una prima regola è tenere presente che un’alimentazione parca, soprattutto con l’andare degli anni, è più facilmente coniugabile con uno stato di salute soddisfacente.

Questo libro non parte da dogmi assoluti: dà una traccia accurata e sperimentata in molti anni di pratica medica e fornisce alle persone la capacità di capire e di collegare le reazioni del proprio organismo all’assunzione dei vari alimenti. Ogni gruppo sanguigno ha un’identità propria che lo distingue dagli altri. Anche il comportamento dell’organismo nei confronti delle malattie costituisce uno degli elementi distintivi dei gruppi sanguigni. Le caratteristiche del gruppo del sangue e del sistema immunitario sono responsabili del fatto che la patologia si sviluppi rapidamente, con episodi acuti che guariscono altrettanto velocemente, oppure del fatto che il processo sia rallentato e si arrivi a una malattia cronica. Potremmo paragonare ciò che accade con la malattia alla condotta degli esseri umani di fronte a un’emergenza. Se scoppia un incendio in una casa occupata da molte persone, ci saranno comportamenti diversi; chi sarà rapido e concreto, chi si farà prendere dal panico, chi avrà bisogno di tempo per reagire, ecc., tutte manifestazioni determinate dal corredo genetico individuale.

Il rapporto tra gruppo sanguigno, alimentazione e malattie è complesso e non riconducibile esclusivamente a una relazione di causa-effetto. Per questo non si può ricorrere ad affermazioni semplicistiche e definitive senza considerare la variabilità individuale.

La soluzione ottimale è che ogni persona comprenda se stessa, le proprie esigenze e inclinazioni rispetto all’alimentazione e allo stile di vita e si regoli di conseguenza.