Le diete secondo il gruppo sanguigno

1.le diete secondo i GS

Nei primissimi anni del 1900 il ricercatore austriaco Karl Landsteiner condusse alcune ricerche, per cui fu insignito del premio Nobel nel 1930, che portarono alla scoperta dei gruppi sanguigni e delle loro caratteristiche. Questi studi furono successivamente perfezionati dai ricercatori italiani Alfredo De Castello e Adriano Sturli e dai tedeschi Emil von Dungern e Ludwig Hirszfeld. Nei decenni seguenti altri ricercatori hanno approfondito ed esplorato la relazione tra gruppi sanguigni, alimentazione e malattie.

Intorno al 1960, James D’Adamo, naturopata americano, aveva iniziato a sperimentare sui suoi pazienti diete differenziate a seconda del gruppo sanguigno. Il figlio, Peter D’Adamo, naturopata a sua volta, ne ha continuato e approfondito le ricerche, trovando diverse conferme, che poi illustrò nei suoi libri.

La sua ipotesi è che i gruppi sanguigni si siano differenziati grazie alla diversa alimentazione adottata dalle varie popolazioni durante l’evoluzione del genere umano. Peter D’Adamo suppone che l’isolamento geografico e le abitudini alimentari abbiano portato alla differenziazione dei gruppi sanguigni, influendo sui diversi antigeni presenti sulla superficie dei globuli rossi.

Questo porterebbe un individuo con un determinato gruppo sanguigno ad avere un’affinità verso alcuni alimenti piuttosto che altri. Questa teoria è supportata dal fatto che i gruppi sanguigni siano comparsi in epoche storiche e in regioni geografiche diverse, ma non ci sono esperimenti scientifici che la convalidino. Anche D’Adamo, nel suo lavoro, ha sicuramente utilizzato i contributi già presenti su questa tematica, e ha spiegato l’evoluzione dei gruppi sanguigni e il loro rapporto con l’alimentazione, ma personalmente credo che sia importante approfondire questa tesi e svilupparla ulteriormente.

Le variabili da prendere in considerazione sono molte e la dieta secondo i gruppi sanguigni non deve essere considerata un dogma da cui non si può derogare. Pensare infatti che tutte le persone di uno stesso gruppo sanguigno possano utilizzare gli stessi alimenti significa creare uno schema piuttosto rigido, che nega le differenze genetiche che distinguono gli esseri umani anche all’interno di uno stesso gruppo sanguigno e che li rendono diversi gli uni dagli altri. Il gruppo sanguigno rappresenta l’espressione più comprensibile e immediata delle nostre caratteristiche immunitarie.

Può capitare che alimenti considerati validi per un certo gruppo sanguigno, in pratica non lo siano; può accadere anche che alimenti in teoria dannosi non si rivelino del tutto tali, ma ciò accade raramente. Con questo, non voglio eliminare drasticamente dalla dieta tutti gli alimenti che possono provocare reazioni insolite nell’organismo, ma si cerca di permettere a tutti di trovare una spiegazione, con un metodo semplice, a una serie di segnali che si manifestano quando ci si allontana da un’alimentazione corretta.